Risultati della XXIII edizione del Premio Nazionale di poesia “Sandro Penna”

30 settembre 2011

Domenica 2 ottobre 2011 si svolgerà alle ore 17.00 presso il Teatro Comunale “Accademia degli Avvaloranti” di Città della Pieve la cerimonia di premiazione della XXIII° edizione del Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna”, promosso dall’Amministrazione Comunale di Città della Pieve e dal Centro Culturale “Pablo Neruda”.

La giuria, composta da Enrico Cerquiglini, Roberto Deidier, Davide Nota, Elio Pecora, Walter Pedullà e Bruno Quaranta, ha assegnato i seguenti premi:

Sezione poesia edita:

Vincitore: Daniela Attanasio, Il ritorno all’isola,Torino, Nino Aragno Editore, 2010.

Segnalati:
Francesco Accattoli, La neve nel bicchiere, FaraEditore, Rimini, 2011;
Silvano Agosti, Nel ventre pigro della notte, Edizioni l’Immagine, Roma, 2010;
Anna Boninsegni,  AnnAlfabeti, unaluna, Gubbio, 2010;
Loris Ferri – Stefano Sanchini, Corrispondenze ai margini dell’Occidente, stellefilanti, Cremona, 2011;
Giovanni Occhipinti, Corale con trittico,(2008-2009), Salvatore Scascia Editore, Caltanissetta-Roma, 2010.

Sezione poesia inedita:

Vincitore: Giulio Maffii per la raccolta L’odore amaro delle felci.

Segnalati:
Marco Annicchiarico, per la raccolta Fiori viola;
Gabriella Bianchi, per la raccolta Quaderno di frontiera;
Domenico Lombardini per la raccolta Lacune.

Premi:
All’opera edita vincitrice è assegnata la somma di €. 2.000,00 (duemila).
L’opera inedita vincitrice della sezione inedita sarà pubblicata da una casa editrice scelta dagli organizzatori del premio.
Ai poeti segnalati verranno consegnati attestati in pergamena.
Durante la cerimonia verrà presentato il libro di Lina Salvi, vincitore del Premio – Sezione Poesia Inedita 2010, Dialogando con C.S., Firenze, Edizioni della Meridiana, 2011.

Città della Pieve, 28 settembre 2011

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Pro/Testo: la poesia civile e sociale esiste

28 dicembre 2010

La poesia del dissenso, dell’indignazione, dell’interazione col reale, della critica sociale e della civiltà come inderogabile coniugazione e armonizzazione di progresso/sviluppo e società esiste. Pro/Testo ne è l’evidenza.


Pro/Testo (a cura di Luca Ariano e Luca Paci), Fara Editore, Rimini, 2009 (Presentazione di Luca Paci – Introduzione di Mimmo Cangiano)

Riportiamo la Presentazione di Luca Paci

Mina & semina

Gli ultimi anni hanno visto e lasciato, in campo di poesia, il deserto. Intimismo solipsistico, lagne egocentriche, conati di misticismo vomitato e urlato, liricismo sguaiato e latrato.

A mancare soprattutto era la consapevolezza di vivere una comunità. La crassa materialità denunciata dal martire della spiaggia ostiense assisa come un cancro nelle nostre viscere. La politica e la cronaca ignorate perché reputate impoetiche. L’intolleranza mascherata dalla tolleranza del pensiero unico.

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Note su “Tropolit” di Matteo Schifanoia

23 novembre 2010

di Enrico Cerquiglini

Alla domanda di sir Edgar Snow, “Dove va l’umanità?”, Mao Tze Tung rispose con un sibillino e diretto “Boh”. Non si aspettava certo sir Snow una simile risposta dal Grande Timoniere, eppure questa domanda risuona tra la pagine del Novecento rivestendo la risposta di infiniti possibili significati. Forse il rivoluzionario cinese poteva indicare ideologicamente un fine, spiazzò invece l’intervistatore con un “Boh” che apriva infiniti orizzonti e una gamma sterminata di direzioni.

E il movimento, l’andare, reale e metaforico, sembrano essere centrali anche nella raccolta di Matteo Schifanoia. Il volume si apre con un “cammino per una strada” e si chiude con un “riparte con niente mano”: due verbi di moto che lasciano intendere un prima e un poi, un inizio e una continuazione di questo viaggio che è la vita, che si ripete gene razionalmente con stilemi simili, con leopardiani sogni e illusioni che non reggono “all’apparir del vero”.

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Cosa esce da La casa viola di Marco Scalabrino?

14 novembre 2010

di Enrico Cerquiglini

 

Dopo aver letto La casa viola di Marco Scalabrino viene spontaneo chiedersi quale sia attualmente la situazione del dialetto in Italia. Quelle che potevano essere considerate, con Pasolini, ancora cinquant’anni fa, le “lingue della realtà”. In questi ultimi decenni hanno visto dissolversi la realtà. Il progresso tecnologico, l’industrializzazione – la susseguente deindustrializzazione del paese – e l’avvento di nuovi mezzi di comunicazione di massa (tra questi, le reti telematiche) che si sono affiancanti ai tradizionali (quotidiani, radio e, soprattutto, televisione) con relativi linguaggi, spesso tecnicistici e di matrice anglofona, hanno finito per relegare i dialetti in un privato sempre più ristretto e li hanno spesso irrimediabilmente corrotti con strafalcioni adattati dalla lingua nazionale da ridurli a sistemi comunicativi caricaturali o triviali, denotanti spesso una mancata scolarizzazione dell’utilizzatore. Permangono, ed è fortunatamente vero, isole dialettali laddove il sistema lessicale e morfosintattico dell’italiano non si sovrappone automaticamente a quello dialettale. In queste isole coesistono produzioni letterarie italiane e dialettali. Spesso, però, al versante dialettale si demanda il bozzetto, il pezzo di colore, lo sberleffo, la volgarità (un uso reazionario della scrittura, alla ricerca dell’idiotismo piuttosto che dell’arte) mentre al tema serio si riserva il codice linguistico dell’italiano letterario, quello, per intenderci, della tradizione e alta e/o accademica.

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Nota sulle Tra(s)duzioni di Massimo Viganò

25 ottobre 2010

di Enrico Cerquiglini

Questo volume, uscito per i tipi delle Edizioni della Meridiana, ha vinto il Premio Sandro Penna, sezione opera inedita, nel 2009 e rappresenta l’esordio editoriale di un poeta. Un poeta dal linguaggio maturo e decisamente inusuale per il panorama italiano.

 

Tradurre, etimologicamente, significa “far passare un’opera da una lingua in un’altra” ma anche  “condurre qualcuno da un luogo ad un altro”. Questa seconda accezione non deve essere mai dimenticata, specialmente quando si leggono i versi delle Tras(d)uzioni di Massimo Viganò: in essi l’autore fa passare non l’opera da una lingua in un’altra, ma trasforma la materia da uno stato all’altro. La prosa, spesso cronachistica o biografica, subisce una metamorfosi, viene riplasmata in nuova forma, distillata in versi, risistemata sulla pagina con un ritmo nuovo, inedito.

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Risultati della XXII edizione del Premio Nazionale di poesia “Sandro Penna”

22 settembre 2010

CENTRO CULTURALE “PABLO NERUDA”

COMUNE DI CITTÀ DELLA PIEVE

Risultati della XXII edizione del Premio Nazionale di poesia “Sandro Penna”

La giuria, composta da Enrico Cerquiglini, Roberto Deidier, Davide Nota, Elio Pecora, Walter Pedullà e Bruno Quaranta, domenica 3 ottobre 2010, alle ore 17,00 presso il Teatro degli Avvalorati di Città della Pieve, assegnerà i premi della XXI edizione del Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna”:

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