“ Poesie Civili” di Serena Maglietta Pollari , Campanotto 2010

9 dicembre 2010

 “ Poesie Civili” di Serena Maglietta Pollari , Campanotto 2010

Nella nota iniziale di Angelo Gaccione  e in quella biografia  posta alla fine  del libro, viene evidenziato come l’itinerario poetico di Serena Maglietta Pollari si caratterizzi , sin dalle prime poesie, per l’attenzione al sociale che infine  sfocia  nettamente  in un percorso di poesia politica e civile. Il suo  ultimo lavoro  s’intitola appunto“ Poesia Civili” ed è introdotto da uno scritto  di Gaccione,  che non entra subito nel merito dell’opera,  ma si sofferma a riflettere sul ruolo della poesia. “ Vorrei con questo scritto fissare … alcuni paletti. Non ho nulla da eccepire se la definizione di poesia civile coniata per connotare “ un certo tipo” di poesia, non trovi, soprattutto oggi, particolare gradimento . Mi sta bene. Ma va subito, altrettanto rapidamente ricordato … quello che Picasso  ebbe a dire del suo lavoro: “ La pittura non serve per decorare appartamenti, la pittura è un atto di guerra”. Figuriamoci la poesia.”  Traccia perciò un distinguo  tra poesia “ impegnata” a fare qualcosa  e  quella“disimpegnata”  che si accontenta di stare di stare a guardare e di seguito aggiunge “ Se una la si presuppone consapevole, l’altra la si deve presupporre altrettanto inconsapevole.  Successivamente esprime la sua opinione sull’uso della retorica dalla quale non è immune nessun genere poetico, per arrivare alla conclusione  che “ La questione vera è sempre una: conoscere il mestiere che s’impara con la pratica, la sensibilità, il tempo e l’autoconsapevolezza del proprio lavoro. E come dice l’Alighier nel De Vulgari Eloquenza  al suo possesso pochi pervengono, perché delle sue regole e della sua arte non ci impadroniamo senza spendio di tempo e costanza nello studio”. Gaccione, che tra l’altro è il direttore di Odissea, Bimestrale di cultura, dibattito e riflessione,  dopo una riflessione che sviluppa e supporta quanto riportato sopra,  passa quindi a commentare l’opera di Serena Maglietta Pollari che con i suoi versi si fa testimone del tempo in cui viviamo con poesie  tese a “ evidenziare, ribadire, squarciare il velo, compartecipare, provare pietà, sollevarsi, rifiutare, dire di no. Aristotelicamente consapevole di ciò che afferma il filosofo di Stagira nella Poetica, che “ di tutte le cose il fine è sempre più importante”. Leggi il seguito di questo post »

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Lettura del Registro dei fragili di F.Alborghetti

22 ottobre 2010

Lettura del Registro dei fragili di  F. Alborghetti

E’ crudo e forte  il Registro dei fragili di  Fabiano Alborghetti  (Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2009)  che  canta, attraverso la storia  drammatica di una madre che arriverà a uccidere il figlio, il vuoto che, in gran parte, galleggia della nostra società.

Come si legge nell’ esaustiva e chiara prefazione di Fabio Pusterla , partendo da “ un fatto di cronaca, uno dei tanti desolanti fatti di cronaca degli ultimi anni, accompagnati ogni volta da un chiacchiericcio mediatico” l’autore  “ scandaglia con pietosa lucidità i meandri, le zone d’ombra, i luoghi più ripugnanti” di un inferno quotidiano. L’estremità del gesto, l’epilogo drammatico del racconto poetico, è  preceduto, poesia dopo poesia, da inquadrature  che sottolineano la superficialità di comportamenti e di pensieri delle persone e da ritratti che potrebbero, tra l’altro, far parte di storie non altrettanto tragiche, momenti di anonimo vivere.

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