Por lo visto es posible decir que no. / Francesco Accattoli, “La neve nel bicchiere” (Fara, Rimini, 2011)

30 aprile 2011

Due coincidenze non sono sufficienti per costruire la cronaca di un ritorno, ma l’appunto è comunque degno di nota: in almeno due testi molto recenti, che ho avuto modo di incontrare nello spazio di meno di una settimana, ha fatto capolino, insistentemente, un grande poeta, generalmente trascurato dalle antologie e dagli annali: Remo Pagnanelli (Macerata, 1955-1987).

Se le pagine critiche di Andrea Gibellini (L’elastico emotivo, Incontri Editrice, 2011) rendono conto soprattutto del Pagnanelli di Musica da viaggio (Antonio Olmi Editore, Macerata, 1984), posizionandolo in un canone critico personale, ma non soggettivo, che ha l’effetto di ricollocare Pagnanelli direttamente tra i “fratelli maggiori” del Novecento, la poesia di Francesco Accattoli (La neve nel bicchiere, Fara, 2011), di cui mi occupo qui, lasciando la raccolta di saggi di Gibellini per letture future, cerca invece un confronto integrale, spesso – mi pare – esistenziale, con la figura del poeta maceratese.

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Percorso d’Autore: Giovanni Nuscis

26 aprile 2011

GIOVANNI NUSCIS

Da: “Il tempo invisibile” (Book Editore 2003)

Fuori Luogo

Ogni luogo, ogni tempo
Rimodella parole
Il suo
L’ altrui silenzio.

Anche in questo scoglio
Gremito
Di venti, di vuoto
Si dimena un frastuono
Che ingoio
Con avidità sofferta.
Ma ogni volta mi pento
Mi chiedo
Perché mai rovescio gli occhi
Nel pozzo dove solo in parte
Mi rispecchio
Dove
Il fondo che vedo
Non è ancora il fondo.

E in altro luogo è
Il mistero
La luce
Dal torbidume
Distante.

Leggi il seguito di questo post »


Bando della XXIII edizione del Premio “Sandro Penna”

24 aprile 2011

CENTRO CULTURALE   “PABLO NERUDA”
AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CITTÀ DELLA PIEVE


PREMIO NAZIONALE DI POESIA
“SANDRO PENNA”
XXIII EDIZIONE
ANNO 2011

Regolamento

1) Il Premio è suddiviso in due sezioni:
    A) poesia inedita in lingua italiana;
    B) poesia edita in lingua italiana.

2) Per quanto concerne la SEZIONE A), la raccolta di  poesie dovrà essere costituita da un minimo di 300 (trecento)  versi.
Tutte le opere non devono risultare vincitrici di precedenti concorsi.
Gli elaborati dovranno pervenire in n. 7 (sette) copie dattiloscritte e fascicolate.
Una sola copia dovrà riportare: nome, cognome, indirizzo, numero telefonico e firma dell’autore.
Per quanto concerne la SEZIONE B), dovrà essere inviata una sola opera.
L’opera deve risultare edita nel biennio 2010/2011 e  non deve risultare vincitrice di precedenti concorsi.
L’opera dovrà pervenire in n.7 (sette) copie. Su un  foglio a parte, allegato al plico, dovranno essere  dattiloscritti:
nome, cognome, indirizzo, numero telefonico, titolo dell’opera inviata e firma dell’autore.
I partecipanti al Premio di Poesia “Sandro Penna” acquisiscono il diritto di socio temporaneo del Centro Culturale “Neruda” per il 2011.

3) Tutte le opere, sia edite che inedite, devono essere  inviate entro il 15 Giugno
2011 (farà fede il timbro  postale di partenza) a:

Biblioteca Comunale di Città della Pieve
Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna” –
Piazza A. Gramsci – 06062 Città della Pieve (Pg)

    Non è richiesta alcuna tassa di partecipazione.

4) La premiazione avverrà Domenica 2 Ottobre 2011 alle ore 17 presso il
Teatro Comunale “Accademia degli Avvaloranti” di Città della Pieve.
I premiati sono tenuti a presenziare alla cerimonia.
I premi non verranno spediti.

La partecipazione alla cerimonia non prevede rimborso spese.
L’esito del concorso sarà reso noto tramite
“Tuttolibri”, pubblicazione de “La Stampa” di Torino.

5) Le opere inviate non verranno restituite.

6) La Giuria si riserva il diritto di segnalare i poeti meritevoli.

7) Il giudizio della Giuria è inappellabile.

8) La partecipazione al Premio implica l’accettazione del presente regolamento.

La Giuria è composta da:

– Enrico Cerquiglini
– Roberto Deidier
– Davide Nota
– Elio Pecora
– Walter Pedullà
– Bruno Quaranta

La Segreteriadel Premio è curata dal CentroCulturale “Pablo Neruda”.

Natura ed entità dei premi:

L’opera inedita vincitrice ha diritto alla pubblicazione.

Per l’opera edita vincitrice è prevista l’assegnazione della somma di €. 2.000,00 (duemila).

Ai poeti segnalati verranno consegnati attestati in pergamena.

Informazioni:
BIBLIOTECA COMUNALE DI CITTÀ’ DELLA
PIEVE tel. 0578/299409 (ore 9-12; 16-18)
biblioteca@cittadellapieve.org
premiopoesiapenna@libero.it


Workshop “Ultimo Scarto” – Incontro con Matteo Marchesini 19 aprile Malazeni, Bologna, h. 17

16 aprile 2011
 Ultimo Scarto

Laboratorio di poesia e relazione a cura di Casa Lettrice Malicuvata

malazeni, via mascarella 84/d, bologna 

*

L’evoluzione di una società si misura nell’ascolto dei suoi poeti.

(Iosif Brodskij) 

Leggi il seguito di questo post »


Pagine da ricordare: Gian Pietro Lucini, La piccola Kelidonio (1914)

11 aprile 2011

Gian Pietro Lucini

da La piccola Kelidonio (1914) –  I. Philiscos a Mnasika

Quella giovane birba di Seso ha risposto ieri alle sollecitazioni di Geron, vecchia bertuccia spelata che non si accorge di divenire di giorno in giorno sempre più ripugnante, come meglio non si poteva.

Tutti che l’abbiamo udito, abbiamo riso, applaudendolo della opportunità delle parole e della buona grazia e squisita colla quale egli le ha pronunciate.

Pensa che Geron, col suo fare solito da babbeo arricchito gli si era posto davanti tra lo sciocco e il pretenzioso a fargli i complimenti sulla fortuna d’aver per amica la più fresca delle nostre giovanette, Akkis, che tu conoscerai almeno per udita perché sempre il nome di lei, come una dolcezza ed un profumo ricorre sulle labra della nostra Glycera. Ed il vecchio facendo risuonare la scarsella ripiena di monete e col promettergli un polledro bajo di fresco comperato da un mercante persiano in rovina, (ottimo polledro leggero al corso e mansueto) lo voleva ridurre al baratto. Senza dire di più colli occhietti cisposi che gli brillavano sotto le palpebre basse e grinzose, come una brace mal spenta sotto il coperchio sdruscito di un vecchio fornello, lo accarezzava sulle spalle, gli si faceva accosto battendogli le coscie e lo tentava in mille modi.

Stuccatosi Seso dell’armeggio lungo e burlesco, finse di acconsentire accontentandolo e gli rispose: «E bene, Geron, io ti voglio regalare la mia amica: e questa è quella che sto per descriverti, e tu puoi chiamarla pure Akkis come vuoi e se ti piace. Costei non ha poppe spropositate e cascanti; non è punto vecchia; non è insolente e non si inebria; non è sudiciona e sa quanto le convenga dal libro d’Elephantis: ha in fine la bellezza insolita e speciale di vedere da un occhio solo, il destro, rosso ed abbruciacchiato mentre il sinistro è nero e senza luce, sbarrato come l’antro del Ciclope. Aggiungi un’altra grazia preclara: i suoi piedi senza dita sono fessi come quelli della capra; se la vedessi danzare, assomiglia ad una faunetta male addomesticata; ed è la femina che ti conviene, è della tua stessa famiglia, o Geron, caprone mal rigovernato».

E Seso gli voltò le spalle, lasciandolo confuso colle mani nodose che palpeggiavano ancora la sua inutile scarsella gonfia, così col sorriso tra il sì e il no, che il vecchio non sapeva come nascondere o mutare. Poi s’avvide che tutto il crocchio lo prendeva a burla; borbottò qualche parola, schivò i più prossimi, allontanandoli coi gomiti come un villano nei giorni di fiera tra la folla urlante, e saltabeccando, mezzo zoppo s’allontanò a guisa di un rospaccio, minacciando.

Ciò ti scrivo, o Mnasika, perché ti serva nelle tue conversazioni ed adoperi una ben tornita insolenza, memore di Seso, che non ti spiacque, a quanto dicono, quand’era imberbe. Ricordami a Glycera e sta bene.