Percorso d’Autore: Giovanni Nuscis

26 aprile 2011

GIOVANNI NUSCIS

Da: “Il tempo invisibile” (Book Editore 2003)

Fuori Luogo

Ogni luogo, ogni tempo
Rimodella parole
Il suo
L’ altrui silenzio.

Anche in questo scoglio
Gremito
Di venti, di vuoto
Si dimena un frastuono
Che ingoio
Con avidità sofferta.
Ma ogni volta mi pento
Mi chiedo
Perché mai rovescio gli occhi
Nel pozzo dove solo in parte
Mi rispecchio
Dove
Il fondo che vedo
Non è ancora il fondo.

E in altro luogo è
Il mistero
La luce
Dal torbidume
Distante.

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Percorso d’Autore: Alessandra Palombo

11 marzo 2011

Da Iomare, Genova , Liberodiscrivere, 2004

Mai ho visto una prima volta il mare, di pochi giorni mi  posarono sull’onde. Da allora stiamo assieme, a naso in su, a  scrutare l’orizzonte, in compagnia dei venti in alta uniforme,  dei cavalloni bianchi, dei temporali e della malinconica pioggia sullo specchio acquoso di bonaccia.

*
Tre ragazze in vestaglia
la sera spiluccavano, al buio,
testi indigesti e vino pugliese.

La bionda aspirava al piacere,
la mora all’amore di un nero,
la rossa a una fiamma soffusa.

Grattavano i muri coi palmi,
rapinavano i giorni
nel vecchio palazzo sul corso.

Stillavo liquori dalle foglie
del mirto selvatico,
con le sue fluorescenze feci ghirlanda
e sulla zolla nuda ramificai vitigni.

Impazzava la luce del giorno,
pesci azzurri sprizzavano
gocce d’argento.
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Percorso d’Autore: Antonio Fiori

7 febbraio 2011

Percorso d’Autore:

ANTONIO FIORI

Neanche

Neanche il millisecondo attraversi indenne
neanche il sonno provvidenziale,
seppur ridisegnato uguale, così a vederti solenne
come atteso sempre ad una festa
quasi lo stesso ogni momento eppure
meno vivo ogni volta, in questa luminosa
fossa, più labile, più invisibilmente
spento.

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Percorso d’Autore: Erminia Passannanti

23 gennaio 2011
Poesie scelte di Erminia Passannanti
 

Lo scopo dei segni

Siedo qui immersa nelle mie reveries
i seni tratteggiati, le membra
svogliate e torte,
minorata che regge una posa
all’ultima moda

restauro – lupus in fabula
storia che riaccade (ovvero refrain
di fonosimbolismi che dicono
l’Essere “E”,
il Corpo “C”, la Vita “V”,
la Morte”M”
tra alternate cause sillabiche)

esplicita d’ intenti – che svolgo
asimmetrie – parole
dalle vaghe etimologie, nebbie
di rei componimenti
(malagevoli all’uso).

Il mio impeto è un gioco
innocua la metrica
che innesca suoni impropri
rinnegando la forma
canzonando l’altrui foco.

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