“Il cielo di Itaca” di Gabriella Bianchi

18 giugno 2011

“Il cielo di Itaca” di Gabriella Bianchi

di Vittoria Bartolucci

Sin dalla prima lettura dell’ultima raccolta di Gabriella Bianchi, “Il cielo di Itaca”, ho provato la sensazione che essa costituisca essenzialmente il diario di una solitudine, diario che una profonda sensibilità e un linguaggio molto originale hanno trasformato in una pagina di autentica poesia. Naturalmente, essendo io da tempo amica dell’autrice, se da una parte ho scoperto quale fascino eserciti il tessuto di immagini, di suoni, di stati d’animo, di echi dal presente o dal passato, dal reale o dal fantastico che “abitano” o, meglio, si agitano in tale raccolta, dall’altra ho provato un profondo senso di tristezza e il desiderio di analizzarne i versi, con la speranza, forse, di poter dimostrare l’infondatezza della mia sensazione.

In realtà, però, non è certo quello di chi vi trova motivo di consolazione e compagnia lo sguardo che oggi Gabriella rivolge alla natura, una delle protagoniste di tutti i suoi libri, e questo non solo quando vi coglie testimonianze del fatto che l’uomo attenta ogni giorno alla sua integrità e alla sua bellezza ma anche quando descrive fenomeni che, pur assumendo valenze diverse a seconda dei suoi stati d’animo o dei ricordi che risvegliano, si verificano da sempre con modalità simili nell’alternarsi delle stagioni. E così, se trova sconsolante il fatto che “gli alberi” non possano “dormire/ nei boschi arrugginiti di rottami” o che “la primavera” arrivi in un “vuoto di rondini”, che gli uomini “perduti/ nel peccato della distrazione” non si accorgano dei muti segnali, inviati loro dai “sillabari d’ottobre”, o del “tremito degli agnelli” che stanno per essere uccisi, è d’altra parte inevitabile per lei scoprire come, in una giornata qualunque (che per qualche ragione appare più triste delle altre), contro i “sipari di nebbia” “gli alberi” possano sembrare all’improvviso delle “lische” e la vista del “drappo viola” del cielo “tessuto di fulmini” durante un temporale o quella di un “cielo compatto/ come una lavagna/ falciato dalle rondini”, in una mattina d’aprile, possano dare un senso di oppressione mai provato prima. Solo a tratti, invece, in questa raccolta, il rapporto tra chi scrive e la natura sembra recuperato: da un volo della fantasia, ad esempio (“La neve apre le porte/ a un paese di folletti e carillons”), da un ricordo riemerso dall’infanzia (“Il vento corre come un ragazzo/ d’improvviso s’impenna e cade”), da una piacevole esperienza sensoriale (“Nel folto messale di giugno/ il lago è una chitarra acquatica”).

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Azioni poetiche: vorrei essere tagliente come un eccomi (Golena San Massimo, Padova, 19 giugno)

13 giugno 2011

Azioni poetiche si svolgerà domenica 19 giugno dalle 15.00 alle 22.00.

Nella cornice della Golena San Massimo (via San Massimo 137, Padova) sarà installato un totem a sei facce, ciascuna alta 2 metri e larga 1,5. Durante la giornata il totem sarà graffitato dall’associazione Kantiere Misto e da Ivan. I lavori realizzati da Kantiere Misto saranno la rappresentazione, attraverso gli strumenti della street-art, di alcune poesie di Fabio Franzin, Matteo Fantuzzi e Francesco Terzago. I tre poeti parteciperanno all’evento con un reading dei loro testi. La serata si chiuderà con un concerto del gruppo Sadi Carnot.

Le associazioni ASU, LogOut e Kantiere Misto propongono un evento per promuovere e discutere le frequenti interazioni che avvengono tra le due seguenti forme di espressione artistica: la poesia e il graffitismo (graffiti-writing).

[L’iniziativa è patrocinata dall’Università degli Studi di Padova e dal Comune di Padova.]

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Vetrina dei poeti 7: Luca Artioli, “terza persona, -ae”.

26 maggio 2011

La Vetrina dei Poeti è contenta di poter ripubblicare qui alcuni testi del poeta mantovano Luca Artioli. Personalmente, mi sono già occupato di Artioli in una piccola recensione della recente silloge “Suture” (Fara, 2011) sul mio blog, alla quale rimando non solo per un approfondimento sul libro in questione, ma anche per i distinguo necessari nel mio approccio all’opera di un autore amico, che non è però, un “amico autore”. La nota critica che precede i testi mi si fa forzosamente breve, anche per questi motivi, ma non mi esime dal concentrare la mia attenzione, come fa anche Massimo Sannelli nella prefazione di “Suture”, sul testo “Terza persona”, che si può leggere anche qui di seguito, in quanto si tratta di un’ottima lirica “generazionale”, scritta da un giovane poeta, che è anche giovane tout court, per i giovani poeti, che sono anche, in toto, giovani. E la vetusta, ma importante, espressione – “testo generazionale” – è senza dubbio meritata.

Segnalo anche l’esperimento italo-inglese di Poethree, in uscita per la neonata casa editrice Thauma, che unisce la poesia di “Luca Artioli” alle consimili esperienze dei suoi (e miei) sodali nell’avventura dei Poeti del Sottosuolo, Andrea Garbin e Fabio Barcellandi, un valido esperimento di internazionalizzazione della poesia italiana, che intende andare aldilà dei provincialismi e dei campanilismi che la, e che ci, connotano.

Buona lettura. (l. m.)

 

Da Suture. La poesia come resilienza (Fara Editore, 2011)

 

NELL’ADDIO

Per la creatura del vento e dell’autunno

asfalto senza principio, parole scomode,

peso di spine

perché partiva come se non avesse mai

lasciato,

nell’addio della foglia o nel polso insaccato

della manica, partiva

senza curarsi troppo del gesto,

rapido fendente sulla gola

in periferia, oltre le luci, stanotte.

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Por lo visto es posible decir que no. / Francesco Accattoli, “La neve nel bicchiere” (Fara, Rimini, 2011)

30 aprile 2011

Due coincidenze non sono sufficienti per costruire la cronaca di un ritorno, ma l’appunto è comunque degno di nota: in almeno due testi molto recenti, che ho avuto modo di incontrare nello spazio di meno di una settimana, ha fatto capolino, insistentemente, un grande poeta, generalmente trascurato dalle antologie e dagli annali: Remo Pagnanelli (Macerata, 1955-1987).

Se le pagine critiche di Andrea Gibellini (L’elastico emotivo, Incontri Editrice, 2011) rendono conto soprattutto del Pagnanelli di Musica da viaggio (Antonio Olmi Editore, Macerata, 1984), posizionandolo in un canone critico personale, ma non soggettivo, che ha l’effetto di ricollocare Pagnanelli direttamente tra i “fratelli maggiori” del Novecento, la poesia di Francesco Accattoli (La neve nel bicchiere, Fara, 2011), di cui mi occupo qui, lasciando la raccolta di saggi di Gibellini per letture future, cerca invece un confronto integrale, spesso – mi pare – esistenziale, con la figura del poeta maceratese.

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Percorso d’Autore: Giovanni Nuscis

26 aprile 2011

GIOVANNI NUSCIS

Da: “Il tempo invisibile” (Book Editore 2003)

Fuori Luogo

Ogni luogo, ogni tempo
Rimodella parole
Il suo
L’ altrui silenzio.

Anche in questo scoglio
Gremito
Di venti, di vuoto
Si dimena un frastuono
Che ingoio
Con avidità sofferta.
Ma ogni volta mi pento
Mi chiedo
Perché mai rovescio gli occhi
Nel pozzo dove solo in parte
Mi rispecchio
Dove
Il fondo che vedo
Non è ancora il fondo.

E in altro luogo è
Il mistero
La luce
Dal torbidume
Distante.

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Bando della XXIII edizione del Premio “Sandro Penna”

24 aprile 2011

CENTRO CULTURALE   “PABLO NERUDA”
AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CITTÀ DELLA PIEVE


PREMIO NAZIONALE DI POESIA
“SANDRO PENNA”
XXIII EDIZIONE
ANNO 2011

Regolamento

1) Il Premio è suddiviso in due sezioni:
    A) poesia inedita in lingua italiana;
    B) poesia edita in lingua italiana.

2) Per quanto concerne la SEZIONE A), la raccolta di  poesie dovrà essere costituita da un minimo di 300 (trecento)  versi.
Tutte le opere non devono risultare vincitrici di precedenti concorsi.
Gli elaborati dovranno pervenire in n. 7 (sette) copie dattiloscritte e fascicolate.
Una sola copia dovrà riportare: nome, cognome, indirizzo, numero telefonico e firma dell’autore.
Per quanto concerne la SEZIONE B), dovrà essere inviata una sola opera.
L’opera deve risultare edita nel biennio 2010/2011 e  non deve risultare vincitrice di precedenti concorsi.
L’opera dovrà pervenire in n.7 (sette) copie. Su un  foglio a parte, allegato al plico, dovranno essere  dattiloscritti:
nome, cognome, indirizzo, numero telefonico, titolo dell’opera inviata e firma dell’autore.
I partecipanti al Premio di Poesia “Sandro Penna” acquisiscono il diritto di socio temporaneo del Centro Culturale “Neruda” per il 2011.

3) Tutte le opere, sia edite che inedite, devono essere  inviate entro il 15 Giugno
2011 (farà fede il timbro  postale di partenza) a:

Biblioteca Comunale di Città della Pieve
Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna” –
Piazza A. Gramsci – 06062 Città della Pieve (Pg)

    Non è richiesta alcuna tassa di partecipazione.

4) La premiazione avverrà Domenica 2 Ottobre 2011 alle ore 17 presso il
Teatro Comunale “Accademia degli Avvaloranti” di Città della Pieve.
I premiati sono tenuti a presenziare alla cerimonia.
I premi non verranno spediti.

La partecipazione alla cerimonia non prevede rimborso spese.
L’esito del concorso sarà reso noto tramite
“Tuttolibri”, pubblicazione de “La Stampa” di Torino.

5) Le opere inviate non verranno restituite.

6) La Giuria si riserva il diritto di segnalare i poeti meritevoli.

7) Il giudizio della Giuria è inappellabile.

8) La partecipazione al Premio implica l’accettazione del presente regolamento.

La Giuria è composta da:

– Enrico Cerquiglini
– Roberto Deidier
– Davide Nota
– Elio Pecora
– Walter Pedullà
– Bruno Quaranta

La Segreteriadel Premio è curata dal CentroCulturale “Pablo Neruda”.

Natura ed entità dei premi:

L’opera inedita vincitrice ha diritto alla pubblicazione.

Per l’opera edita vincitrice è prevista l’assegnazione della somma di €. 2.000,00 (duemila).

Ai poeti segnalati verranno consegnati attestati in pergamena.

Informazioni:
BIBLIOTECA COMUNALE DI CITTÀ’ DELLA
PIEVE tel. 0578/299409 (ore 9-12; 16-18)
biblioteca@cittadellapieve.org
premiopoesiapenna@libero.it


Workshop “Ultimo Scarto” – Incontro con Matteo Marchesini 19 aprile Malazeni, Bologna, h. 17

16 aprile 2011
 Ultimo Scarto

Laboratorio di poesia e relazione a cura di Casa Lettrice Malicuvata

malazeni, via mascarella 84/d, bologna 

*

L’evoluzione di una società si misura nell’ascolto dei suoi poeti.

(Iosif Brodskij) 

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