Ricordo di Michele Sovente

Si sono svolti oggi, a Cappella (Na), i funerali di Michele Sovente.

Ricordiamo qui il poeta nato nel 1948 e autore di significative raccolte poetiche come L’uomo al naturale (Vallecchi, 1978), Contropar(ab)ola (Vallecchi, 1981), Per specula aenigmatis (Garzanti, 1990), Cumae (Marsilio, 1998), Carbones (Garzanti, 2002) e l’ultimo pubblicato appena un anno fa Superstiti (San Marco dei Giustiniani).

Sovente è stato cantore infaticabile e vitale, dapprima degli errori e degli orrori della società dei consumi, e poi della possibilità di immettere in una lingua poetica creativa a viva le inquietudini dell’esistere e le contraddizioni del vivere contemporaneo con una coerenza intellettuale stimabile. La sua attenzione anche per il significante lo porta a sperimentare e dare nuova linfa oltre che alla produzione in versi in lingua italiana a quella latina e dialettale (quello suo napoletano-flegreo), che costituiscono un unicum nella storia della letteratura italiana degli ultimi anni, dove poche sono le voci che sinceramente si sono sapute confrontare rianimandola, una lingua antica come il latino, o piuttosto un dialetto abusato quasi sempre secondo le oleografie più trite e rassicuranti.

Si propongono qui due testi

L’uomo al naturale

Ecco: pianificati omogeneizzati
ciberneticamente programmati
riflessi condizionati.
Ecco: via gli stimoli aggressivi
i conflitti sempre e solo regressivi
uno il potere una la scienza:
gli Audiovisivi.
Ecco: sintetico funzionale
l’uomo al naturale.

(da L’uomo al naturale)

Lingua

Lingua in vacuo inscripta
relinquit simulacra amat
voraces-fugaces laminas
corporis nodos incidentes;
a latere historiae evidentia
evanescit trans nomina abrasa
et consumpta desideria
pacem vocant. Vacua lucet
lingua in frigore, varia
aequora eam incurrunt, nunc
lingufurca decidit-recidit
in vacuo inscripta infinito.

(da Cumae)

qui si rimanda al saluto di Francesco de Core apparso ieri sul Mattino

qui a una “lettura del poeta di Giancarlo Alfano

e sul sito di Chiara De Luca per un’antologia dei suoi testi

 

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7 Responses to Ricordo di Michele Sovente

  1. viola ha detto:

    grazie per questo ricordo doveroso di un autore bravissimo e appartato, V.

  2. Luca Ariano ha detto:

    Non sapevo fosse morto, come al solito nei quotidiani della poesia non si parla mai, figuriamoci dei poeti che muoiono, non fanno notizia.
    Poeta molto interessante, spero presto facciano un’antologia delle sue poesie introvabili.

    Un caro saluto

  3. GIANFRANCO FABBRI ha detto:

    Sono sorpreso e addolorato per questa scomparsa, per me appunto inattesa.
    Un grande poeta? Sì, credo proprio di sì.
    Gianfranco

  4. Ospite della mia cara amica Gabriella Sobrino, come giornalista accreditata, ero presente alla premiazione del Premio Viareggio-Rèpaci 1998, le cui sorti ho seguito per oltre quindici anni.
    Michele Sovente vinse per la sezione Poesia con il volume “Cumae”-Marsilio Editore, nella collana allora magistralmente diretta dal grande poeta Giovanni Raboni.Trasmetto un breve stralcio della testimonianza rilasciata da Michele a Gabriella Segretaria storica del noto Premio Letterario :-
    ***” Luminoso e caldissimo l’ultimo sabato di agosto a Viareggio. In quell’ormai lontano 1998, in cui tutto, con il segno di poi,era avvolto da un alone leggendario. Ero andato lì per ricevere il prestigioso premio,sessantanovesima edizione….
    Sentirmi protagonista di uno degli eventi culturali più significativi d’Italia mi dava una emozione indescrivibile, di gioia e di eccitazione, insieme.
    Il pensiero che prima di me erano stati insigniti di quel premio che in conferenza stampa avevo definito il Nobel italiano della poesia,tra gli altri Saba, Scotellaro, Pasolini, Gatto, mi riempiva di orgoglio
    Io, che per anni avevo seguito sul teleschermo la cerimonia della sua assegnazione, dove spiccava l’autorevole figura di Rèpaci i con il suo gesticolare concitato e precipitoso parlare, adesso facevo parte di quel magnifico clima, di quella scenografia così sapentemente costruita nel tempo.”
    (continua).
    Caro Michele, in questa totale confusione, nella quale la Cultura conta così poco e la poesia è considerata la Cenerentola della Letteratura, veglia su di noi che ci ostiniamo a coltivarla e nel tuo celeste Olimpo apettami presto. La tua Maria Teresa

    • napre ha detto:

      Grazie M. Teresa per il bel ricordo.
      e a tutti gli altri per la stima e l’affetto mostrata di cui Sovente sarebbe stato sicuramente felice.
      Per chi volesse tra brevissimo un ricordo di Sovente sarà trasmesso su Radio3.
      Purtroppo l’ho sentito solo ora

  5. enricocer ha detto:

    La morte rende retorico ogni pensiero, ogni riflessione, ma quando muore un poeta come Michele Sovente ci si sente davvero più soli.
    Enrico

  6. Antonio Fiori ha detto:

    Non ne conosco pienamente l’opera, ma è un poeta inciso come pochi dal tempo che ha vissuto; oscillava tra l’esigenza di una fedeltà quasi scientifica al reale e la tentazione dell’uso artigianale del dialetto e del latino. Ma sempre votato a un canto alto, anche quando la sua poesia assumeva i toni dell’ironia o le sembianze aforistiche.

    Molti e significativi i testi riportati da Chiara De Luca.

    Grazie Enrico
    Antonio

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