Lustrante d’acqua di Rosaria Di Donato

“Nel caso di Rosaria Di Donato si può parlare a buon titolo di una scrittura ellittica, capace di descrivere un percorso sempre collocato a distanza costante tra i due fuochi da cui prende origine. E i fuochi sono la materia e lo spirito ovvero, se si preferisce dirlo in versione più dotta, la storia del mondo reale e la metafisica dell’eterno. Non si tratta di una contrapposizione dell’inconciliabile, ma al contrario di una complementarietà unificante. Di Donato declina le forme di contiguità dialettica tra ciò che in noi decade e ciò che in noi resiste all’erosione del tempo. […] La poesia di Rosaria Di Donato unisce insieme una liricità delicata, capace di emozionare per la purezza degli elementi di umanità e di divinità esplorati per eteree allusioni, con una forza espressiva densa che punta alla testimonianza storica e al richiamo crudo della realtà dei fatti, fino a fare emergere una ragione di dialettica e di equilibrio tra le cose dell’anima e quelle del mondo, che proprio nell’uso

e nella frequentazione della poesia sono destinate a trovare serena coesistenza e rappacificazione.”

Dalla Prefazione di Sandro Gros-Pietro

Testi tratti da  Rosaria Di Donato, Lustrante d’acqua, Torino, Genesi, 2008:

 

epitaffio per l’undici settembre


se la guerra genera altra guerra

chi erediterà il mondo

nessuno nessuno

niente sopravviverà

solo il cielo resterà

immobile a fissare

le macerie

né dolore né grida né odio

solo il nulla

devastante vanità

se la guerra genera altra guerra

chi erediterà il mondo

 

 

****

 

 

hina


hina ventisette coltellate

al petto e al volto

chi lo decise

chi imbastì il tranello

caina attende

i folli traditori

caina è qui

non-luogo poetico

è l’inferno del mondo

in cui viviamo

hina ventisette coltellate

al petto e al volto

 

 

 

****

 

 

inquieto sentire


costa fatica la poesia

fatica d’essere

fatica d’esistere ogni giorno

rannicchiati alla vita

sospinti dall’inquieto sentire

illuminati da una luce

che altri non vedono

eppure c’è

si mostra

si manifesta

questo filo di parole

questo tessuto di volti

questo tappeto di cose

 

 

****

 

 

il paese oscuro


il paese oscuro te lo ritrovi dentro

è un labirinto di pensieri impenetrabili

le numerose cadute non servono

per imparare a districarti

quando nasci è già lì

col tempo vi accendi delle piccole luci

è come un presepe dell’anima con cui convivi

ma non ci sono angeli che annunziano la buona novella

l’aurora ne avvolge i confini

circonda la sua cupa aura ma non la penetra

unica salvezza lasciarlo

abbandonarlo per fabbricare il presente

 

 

****

 

quale gioia


quale gioia stamane ha il silenzio

nel profondo torpore del giorno

non vedo contrasti

l’arpa insegue un daino

 

Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive e insegna in un liceo statale. Laureata in Filosofia ha pubblicato tre raccolte di poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991; Sensazioni Cosmiche, id. 1993; Frequenze d’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999. Collabora a riviste di varia cultura e i suoi volumi si sono affermati sia in Italia sia all’estero, con giudizi critici, tra gli altri, di Giorgio Bárberi Squarotti, e traduzioni di Paul Courget e Claude Le Roy (riviste Annales e Noreal). Vincitrice di diversi premi di poesia.

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6 Responses to Lustrante d’acqua di Rosaria Di Donato

  1. rosaria di donato ha detto:

    Ringrazio Enrico Cerquiglini per la pubblicazione di questo post e per la sua squisita cortesia.

    Un cordiale saluto,

    Rosaria Di Donato

  2. Marzia Alunni ha detto:

    E’ possibile essere conquistati dalla levità di un’anima che trascorre l’esistenza contemplando la luce, ciò avviene anche quando leggiamo i versi di Rosaria. In “quale gioia”, ad esempio, mi sembra di riconoscere la delicatezza di un tanka giapponese:
    ” quale gioia stamane ha il silenzio /nel profondo torpore del giorno /non vedo contrasti /l’arpa insegue un daino.” Leggendo ancora si notano pure temi di notevole spessore etico-politico, non sono in contrasto con la raffinata sensibilità del testo citato, ma ne rappresentano il giusto completamento.
    Un plauso sincero e un particolare apprezzamento per la nota critica di S. Gros Pietro. Marzia Alunni

  3. paola abeni ha detto:

    che belle queste Tue poesie,
    a presto

    PaolaA.

  4. Versi buoni e carichi di forza espressiva. Una forma asciutta che non stona ma anzi rende una buona musicalità nelle poesie. Complimenti

  5. rosaria di donato ha detto:

    Sono grata a Marzia Alunni,Paola Abeni e Gianluca Corbellini per il loro passaggio.

    Auguro una buona domenica,

    Rosaria

  6. Francesco De Girolamo ha detto:

    La tua attività di poetessa e di critico, Rosaria, è sempre più ricca di “un filo di parole” ricercate e autentiche. Complimenti.
    Francesco

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