Bello, molto bello, molto meno bello. (Siria – adesso – Aisha Arnaout)

19 febbraio 2012

Come in un telegramma e poi di colpo:

Bello, molto bello

ascoltare in tv brandelli di poesia di una poetessa appena morta, dotata di Nobel e facilmente canonizzabile, lette da uno scrittore di punta in un programma tv di punta, all’ora di punta

e a fare poi impazzire le librerie con impennate di vendita improvvise e caratterizzate dalla forza commerciale dell’Effimero.

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Poesia e fotografia sostenibile? Concorso “Effetto Farfalla”! (scad. 11/11/2011)

22 agosto 2011

Vir-us & Versinvena

invitano alla partecipazione

tutti coloro che praticano la scrittura poetica, l’arte della fotografia e l’amore per la natura mediante la produzione di un elaborato poetico e/o uno scatto fotografico che si ispiri al tema dell’ambiente, dell’amore per la Terra e degli stili di vita sostenibili, come segue:

per la sezione poesia: 1 testo inedito, per un massimo 30 versi (comprese spaziature interne ai versi e titolo)

per la sezione fotografia: 1 istantanea, anche se pubblicata, della quale l’autore detenga i diritti di pubblicazione

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Azioni poetiche: vorrei essere tagliente come un eccomi (Golena San Massimo, Padova, 19 giugno)

13 giugno 2011

Azioni poetiche si svolgerà domenica 19 giugno dalle 15.00 alle 22.00.

Nella cornice della Golena San Massimo (via San Massimo 137, Padova) sarà installato un totem a sei facce, ciascuna alta 2 metri e larga 1,5. Durante la giornata il totem sarà graffitato dall’associazione Kantiere Misto e da Ivan. I lavori realizzati da Kantiere Misto saranno la rappresentazione, attraverso gli strumenti della street-art, di alcune poesie di Fabio Franzin, Matteo Fantuzzi e Francesco Terzago. I tre poeti parteciperanno all’evento con un reading dei loro testi. La serata si chiuderà con un concerto del gruppo Sadi Carnot.

Le associazioni ASU, LogOut e Kantiere Misto propongono un evento per promuovere e discutere le frequenti interazioni che avvengono tra le due seguenti forme di espressione artistica: la poesia e il graffitismo (graffiti-writing).

[L'iniziativa è patrocinata dall'Università degli Studi di Padova e dal Comune di Padova.]

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Vetrina dei poeti 7: Luca Artioli, “terza persona, -ae”.

26 maggio 2011

La Vetrina dei Poeti è contenta di poter ripubblicare qui alcuni testi del poeta mantovano Luca Artioli. Personalmente, mi sono già occupato di Artioli in una piccola recensione della recente silloge “Suture” (Fara, 2011) sul mio blog, alla quale rimando non solo per un approfondimento sul libro in questione, ma anche per i distinguo necessari nel mio approccio all’opera di un autore amico, che non è però, un “amico autore”. La nota critica che precede i testi mi si fa forzosamente breve, anche per questi motivi, ma non mi esime dal concentrare la mia attenzione, come fa anche Massimo Sannelli nella prefazione di “Suture”, sul testo “Terza persona”, che si può leggere anche qui di seguito, in quanto si tratta di un’ottima lirica “generazionale”, scritta da un giovane poeta, che è anche giovane tout court, per i giovani poeti, che sono anche, in toto, giovani. E la vetusta, ma importante, espressione – “testo generazionale” – è senza dubbio meritata.

Segnalo anche l’esperimento italo-inglese di Poethree, in uscita per la neonata casa editrice Thauma, che unisce la poesia di “Luca Artioli” alle consimili esperienze dei suoi (e miei) sodali nell’avventura dei Poeti del Sottosuolo, Andrea Garbin e Fabio Barcellandi, un valido esperimento di internazionalizzazione della poesia italiana, che intende andare aldilà dei provincialismi e dei campanilismi che la, e che ci, connotano.

Buona lettura. (l. m.)

 

Da Suture. La poesia come resilienza (Fara Editore, 2011)

 

NELL’ADDIO

Per la creatura del vento e dell’autunno

asfalto senza principio, parole scomode,

peso di spine

perché partiva come se non avesse mai

lasciato,

nell’addio della foglia o nel polso insaccato

della manica, partiva

senza curarsi troppo del gesto,

rapido fendente sulla gola

in periferia, oltre le luci, stanotte.

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Por lo visto es posible decir que no. / Francesco Accattoli, “La neve nel bicchiere” (Fara, Rimini, 2011)

30 aprile 2011

Due coincidenze non sono sufficienti per costruire la cronaca di un ritorno, ma l’appunto è comunque degno di nota: in almeno due testi molto recenti, che ho avuto modo di incontrare nello spazio di meno di una settimana, ha fatto capolino, insistentemente, un grande poeta, generalmente trascurato dalle antologie e dagli annali: Remo Pagnanelli (Macerata, 1955-1987).

Se le pagine critiche di Andrea Gibellini (L’elastico emotivo, Incontri Editrice, 2011) rendono conto soprattutto del Pagnanelli di Musica da viaggio (Antonio Olmi Editore, Macerata, 1984), posizionandolo in un canone critico personale, ma non soggettivo, che ha l’effetto di ricollocare Pagnanelli direttamente tra i “fratelli maggiori” del Novecento, la poesia di Francesco Accattoli (La neve nel bicchiere, Fara, 2011), di cui mi occupo qui, lasciando la raccolta di saggi di Gibellini per letture future, cerca invece un confronto integrale, spesso – mi pare – esistenziale, con la figura del poeta maceratese.

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Workshop “Ultimo Scarto” – Incontro con Matteo Marchesini 19 aprile Malazeni, Bologna, h. 17

16 aprile 2011
 Ultimo Scarto

Laboratorio di poesia e relazione a cura di Casa Lettrice Malicuvata

malazeni, via mascarella 84/d, bologna 

*

L’evoluzione di una società si misura nell’ascolto dei suoi poeti.

(Iosif Brodskij) 

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Workshop “Pubblico e poeti: una svolta civile”. Voltana di Lugo (Ravenna), 27 Maggio 2011.

29 marzo 2011

Rimpalliamo con piacere dal blog di Matteo Fantuzzi

Workshop ”Pubblico e poeti: una svolta civile”. 27 Maggio 2011.

Call for poets & contributors.

Dopo il dibattito che ha convolto negli scorsi mesi Nazione Indiana rimane viva l’attualità di una corrente che sta inserendo nella nuova poesia italiana contemporanea tematiche e aperture che difficilmente il nostro Novecento ha saputo considerare rendendo impossibile la fruizione da parte dei lettori di quella che già nell’immaginario è considerata la forma d’arte e letteraria più criptica e inavvicinabile. Al contrario questa nuova epica che obbliga il poeta ad aprirsi dal punto di vista intellettuale e ad assumersi la responsabilità del proprio ruolo anche grazie ad un nuovo recupero dell’oralità rende possibile quella “rivolta morale” che questi tempi inevitabilmente ci chiedono. L’intento di questo workshop diventa così il confronto e lo scambio di idee affinchè tutto questo prenda forma e definitivamente anche grazie alle opere diventi sostanza.

Il workshop si terrà Venerdì 27 Maggio dalle ore 16.00 presso Villa Ortolani, Piazza dell’Unità a Voltana di Lugo (Ravenna) all’interno del festival TR3B organizzato dal Centro Sociale Ca’ Vecchia. Questo evento in particolare è patrocinato da Azioni Poetiche – Facoltà di Lettere dell’Università di Padova ed è in definitiva un preview delle manifestazioni che si terranno a Padova la settimana dopo.

Chiediamo quindi (quanto prima) conferma della vs. partecipazione per gli interventi teorici del pomeriggio e anche (per i poeti) per la lettura di un proprio testo alla sera presso il centro Ca’ Vecchia sempra a Voltana all’interno del festival TR3B dopo una prima parte durante la quale sarà ospite (come già dal pomeriggio) Fabio Franzin che leggerà brani tratti da Fabrica. La cena ce la mette Ca’ Vecchia e non ve ne pentirete…
I link di quanto accaduto su Nazione Indiana qui:

http://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/
http://www.nazioneindiana.com/2011/02/05/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile-parte-seconda/


Vetrina dei poeti 6: Francesco Terzago, “…nell’ombra: della gente…”

14 marzo 2011
Nel dono di questo inedito, per il quale Ginestra ringrazia sentitamente, Francesco Terzago mostra alcune caratteristiche salienti del suo lavoro: la passione per la forma poematica, oggi un po’ trascurata; una tendenza alla narrazione assimilabile più alla tradizione anglosassone novecentesca che a derive diariste o minimaliste; un’attenzione “civile” – qualunque cosa questo significhi… –
che rimanda a figurazioni dell’ultimo Franzin e a un
certo fauvismo espressivo di Simone Cattaneo. Modalità di espressione nuove, senza nuovismo, in quanto intrise di tradizione, per quanto eterodossa, e di intensità, che è l’unica vera erede di una sempre presunta e mai realizzabile
‘originalità’.
 
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Farepoesia/Rivista di poesia e arte sociale – Appunti per Calpestare l’oblio

17 febbraio 2011

Appunti per calpestare l’oblio

Il progetto Calpestare l’oblio, dopo un anno di attività, ha ripreso il suo movimento nomadico e dopo la prima del gennaio 2011 realizzata a Roma, ha toccato le città di Ascoli Piceno e Bologna. Il progetto, portato avanti da Davide Nota, Valerio Cuccaroni e Fabio Orecchini, ha accumulato molte adesioni ed è uscito con gran trambusto sulle pagine dei giornali nazionali. L’idea di fondo ci pare essere quella di sviluppare una riflessione e una continua messa in relazione di soggetti, realtà artistiche e culturali, al fine di creare un fronte di opposizione sul piano culturale nei confronti delle politiche governative degli ultimi anni.

In realtà, secondo noi, Calpestare l’oblio si inserisce all’interno di una nuova dimensione che tocca anche l’ambito poetico e che vede appunto emergere una attenzione significativa di molti artisti per quanto riguarda lo stato della realtà presente.

Noi pensiamo che si possa parlare di una nuova tendenza in atto. Non sono state ancora definite le adeguate concentrazioni linguistiche capaci di definirne i termini con specifiche caratterizzazioni. Circolano categorie ancora parziali come poesia civile, neo-civile, rinnovato impegno, poesia di opposizione, nuovo realismo, etc.

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Vetrina dei poeti 5: Gabriele Gabbia e “la terra franata dei nomi”

25 gennaio 2011

A una prima lettura, la poesia di Gabriele Gabbia sembra porsi in consapevole contraddizione con una posizione critica ben nota e variamente circolante, anche se quasi mai supportata da adeguati riscontri testuali. Tale posizione affermerebbe che la poesia delle ultime generazioni – e già l’accento sul “generazionale” colora di retorica il discorso, esibendone la vacuità… – è viziata, a priori e in modo generalizzato, da una dose eccessiva di intimismo e di soggettivismo lirico. Che vi è, in modo paradossalmente costante e urgente, in questi anni, un riflusso collettivo (sic) verso la “parola innamorata” degli anni Ottanta.

C’è anche chi, non sbagliando di molto il tiro, considera questa come una reazione passatista, o anche conservatrice, a modi di sperimentazione che hanno inciso profondamente nel linguaggio della poesia – con l’effetto, tuttavia, di perdere parallelamente una certa presa sugli altri linguaggi disponibili nella società e nella realtà.

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